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45 Curiosità sul Natale

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Fu Papa Gulio I, nel 337 o nel 350 secondo le fonti, a fissare il Natale il 25 dicembre, per farlo coincidere con la festa pagana della nascita del Dio Sole Invitto, sebbene non ci siano prove che Cristo sia nato in quel giorno.1

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Secondo i dati analizzati da Facebook, due settimane prima di Natale è uno dei due momenti in cui le coppie si lasciano di più. Tuttavia, il giorno di Natale è il giorno meno preferito per le rotture. 2

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Contrariamente alle credenze popolari, i tassi di suicidio durante le vacanze di Natale sono bassi.3

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I boliviani celebrano la Misa del Gallo o “Messa del Gallo” la vigilia di Natale. Alcune persone portano i galli alla messa di mezzanotte, un gesto che simboleggia la convinzione che un gallo sia stato il primo animale ad annunciare la nascita di Gesù.4

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In Inghilterra è usanza indossare sul capo una corona di carta rivestita di finto argento e oro, a ricordo dei Tre Re Magi (Three Wise Men) che si recarono presso la grotta di Betlemme per adorare il Bambino Gesù.5

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In Germania, Polonia e Ucraina, trovare un ragno o una ragnatela su un albero di Natale è considerato simbolo di buona fortuna. Secondo Lubow Wolynetz, curatore di arte popolare presso il Museo ucraino di New York, la tradizione è ucraina e risale alla fine del 1800 o all’inizio del 1900.6

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Il Natale non fu dichiarato festa ufficiale negli Stati Uniti fino al 26 giugno 1870.7

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In Germania, si dice che l’Heiligabend, ovvero la vigilia di Natale, sia un momento magico in cui i puri di cuore possono sentire gli animali parlare.8

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Nel 1857 James Pierpoint compose la celebre canzone “Jingle Bells” per i bambini che festeggiavano il Ringraziamento. Il titolo era “One Horse Open Sleigh”. Il successo fu tale che la canzone venne cantata di nuovo a Natale. Successivamente, il brano fu associato alla stagione natalizia. Nel 1859, due anni dopo, il titolo è stato ufficialmente cambiato in Jingle Bells.9

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Il 16 dicembre del 1965, Jingle Bells, è stata la prima canzone ad essere cantata nello spazio.10

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Durante le festività natalizie vengono venduti 28 set di LEGO al secondo.11

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I primi alberi di Natale artificiali furono creati in Germania durante il XIX secolo. Questi “alberi” sono stati realizzati utilizzando piume d’oca tinte di verde. Gli alberi di piume tedeschi furono una risposta dei tedeschi alla continua deforestazione in Germania.12

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È opinione diffusa che Martin Lutero, il riformatore protestante del XVI secolo, abbia aggiunto per primo candele accese a un albero. Camminando verso casa sua una sera d’inverno, rimase sbalordito dallo splendore delle stelle che scintillavano tra i sempreverdi. Per riprodurre la stessa scena per la sua famiglia, ha eretto un albero nella stanza principale aggiungendo su di esso delle candele accese.13

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Le palline colorate poste sull’albero di Natale simboleggiano le abilità di un vecchio giocoliere. La tradizione vuole che, a Betlemme, un povero artista si esibiva durante il periodo natalizio. L’artista era molto povero e si rammaricava di non avere nulla da offrire al Bambino Gesù. Ebbene, il giocoliere decise di donare a Gesù la sua arte preziosa allestendo uno spettacolo solo per lui. Il giocoliere riuscì, grazie alle sue palline colorate, a far sorridere il Bambin Gesù.14

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L’albero di Natale naturale più alto del mondo è stato un abete Douglas (Pseudotsuga menziesii) di 67,36 metri, eretto e decorato nel centro commerciale Northgate, Seattle, Washington, USA, nel dicembre 1950.15

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La Stella di Natale, è originaria del Messico dove era associata al Natale già dal XVI secolo. Ma è solo agli inizi del XX secolo che questa tradizione si diffonde a livello globale. Essa fiorisce in modo selvaggio negli altipiani dell’America centrale, dove può raggiungere un’altezza di oltre cinque metri.16

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Il rito natalizio del vischio deve le sue origini alla credenza antica secondo cui questa pianta sarebbe capace di guarire da molti mali. Da qui l’uso del vischio, considerato simbolo di gioia, fertilità e buon auspicio, come elemento decorativo per porte, abbellimento di tavole ed elemento decorativo per cesti regalo.17

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Il nome inglese del vischio è “mistletoe” e deriva dal fatto che si credeva che il vischio crescesse non da semi, ma direttamente dagli escrementi degli uccelli. “Mistel” è la parola anglosassone per sterco”, e “tan” è la parola per ramoscello, così mistletoe in realtà significa “sterco sul ramoscello”18

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Gli antichi riconoscevano al vischio un potere magico e medicamentoso. Pertosse, ipertensione, trombosi, aterosclerosi: secondo la tradizione questa pianta è una vera panacea contro i mali. Addirittura nel passato il vischio era usato per curare l’epilessia e per favorire la fertilità.19

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I Celti ritenevano che il vischio fosse una pianta sacra. Considerato il simbolo della resurrezione, nella storia celtica era visto come un dono degli dei e un valido aiuto per tenere lontane disgrazie e malattie. E non solo: secondo la leggenda, il vischio permetteva l’accesso al mondo sotterraneo e allontanava i demoni. Per questa popolazione il vischio era dunque una delle piante più importanti, e la sua raccolta prevedeva un vero e proprio cerimoniale.20

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Il bacio sotto il vischio trae origine da una leggenda che vede protagonista la Dea Freya, protettrice degli innamorati e madre di due figli, Balder e Loki, il primo benvoluto da tutti e il secondo invidioso e irascibile. Loki prova a uccidere Balder, ma in soccorso di quest’ultimo interviene la madre, che chiede aiuto agli elementi naturali: Terra, Acqua, Aria, Fuoco, piante e animali. Freya compie però un errore: si dimentica di interpellare il vischio, una pianta che non ha radici piantate nel suolo. Così Loki si avvale del vischio intrecciato per fabbricare un’arma appuntita con cui uccide il fratello. Ed ecco che mentre tutti si trovano a piangere la morte del ragazzo, le lacrime della madre cadute sul dardo danno origine alle bacche che magicamente restituiscono la vita a Bolder. Da quel giorno come segno di ringraziamento Freya bacia tutti coloro che passano sotto la pianta di vischio, garantendo amore e pace.21

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L’agrifolgio è legato alla tradizione natalizia per via di una leggenda che narra di un pastorello che a Betlemme portò in dono a Gesù appena nato una corona di rami di alloro. Vergognandosi, però, del suo regalo molto semplice e umile rispetto agli altri si mise a piangere e Gesù, toccando la corona di alloro la trasformò in una meravigliosa corona di agrifoglio, mutando le lacrime in splendide bacche rosse.22

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Un’altra caratteristica dell’agrifoglio che la rende perfetta per le festività natalizie è la sua resistenza al freddo, e per questo motivo è simbolo anche di forza e immortalità. Essendo, poi, verde e rossa, richiama perfettamente i colori della ricorrenza del Natale.23

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Il dio vichingo Odino è un precursore del moderno Babbo Natale. Secondo il mito, Odino cavalcava il suo cavallo volante, Sleipnir (un precursore delle renne di Babbo Natale), che aveva otto zampe. In inverno, Odino distribuiva doni e punizioni, e i bambini riempivano i loro stivali o le calze di dolcetti per Sleipnir.24

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Tutte le versioni del Babbo Natale moderno, chiamato Santa Claus nei paesi anglofoni, derivano principalmente dallo stesso personaggio storico: San Nicola, vescovo di Myra (oggi Demre, città situata nell’odierna Turchia), di cui per esempio si racconta che ritrovò e riportò in vita tre fanciulli, rapiti ed uccisi da un oste, e che per questo era considerato il Protettore dei bimbi.25

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San Nicola è considerato il proprio patrono da parte di adulti, marinai, mercanti, arcieri, bambini, prostitute, farmacisti, avvocati, prestatori di pegno, detenuti e tante altre categorie.26

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Le reliquie di San Nicola sono conservate, secondo la tradizione, a Bari e Venezia.27

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L’appellativo Santa Claus deriva da Sinterklaas, nome olandese di san Nicola.28

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Nei Paesi Bassi, San Nicola (Sinterklaas tradotto in olandese) viene festeggiato annualmente il 5 dicembre (la vigilia del giorno dedicato a questo santo), data in cui si distribuiscono doni; in Belgio, Polonia, Lussemburgo e Francia del nord (Fiandre francesi, Lorena e Artois), i medesimi festeggiamenti si svolgono il giorno successivo.29

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L’illustratore americano di origine tedesca Thomas Nast (1840-1902) ha contribuito a creare la versione moderna di Babbo Natale allegro e paffuto. La Coca-Cola consolidò ulteriormente la sua immagine nei media nel 1931, vestendolo di colore rosso (in origine era rappresentato verde).30

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A metà del 1800, il poeta Thomas Nash scrisse una poesia che notoriamente collocava la casa di Babbo Natale al Polo Nord, anche se il santo originale viveva in Turchia. Nash molto probabilmente scelse il Polo Nord perché, all’epoca, c’erano diverse esplorazioni scientifiche al Polo Nord, una regione che era vista come un tipo di terra fantastica e misteriosa.31

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La dimora tradizionale di Babbo Natale cambia a seconda delle tradizioni. Negli Stati Uniti si sostiene che abiti al Polo Nord (situato per l’occasione in Alaska) mentre in Canada il suo laboratorio è indicato nel nord del paese; in Europa è più diffusa la versione finlandese che lo colloca in un villaggio vicino alla ben più grande città finlandese di Rovaniemi, in Lapponia, esattamente sul Circolo Polare Artico. Secondo i norvegesi la sua residenza è Drøbak, dove si trova l’ufficio postale di Babbo Natale. Altre tradizioni parlano di Dalecarlia, in Svezia, e della Groenlandia.32

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Considerato che Babbon Natale deve percorrere più di 350 milioni di chilometri nel corso della vigilia di Natale, è stato calcolato che ha, per ogni casa, un millesimo di secondo di tempo per scivolare giù per il camino, distribuire i doni e tornare sulla sua slitta. Inoltre dovrebbe viaggiare a più di 2000 chilometri al secondo.33

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La slitta di Babbo Natale peserebbe oltre 400.000 tonnellate per portare abbastanza giocattoli per tutti i bambini del mondo. Per portare tutto quel peso, Babbo Natale avrebbe bisogno di oltre 360.000 renne. 34

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In Colorado, USA, c’è un’università di Babbo Natale che insegna alle persone come diventare Babbo Natale professionisti. I corsi includono formazione sui media, posa, modellamento della barba, vestizione e altro ancora.35

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La lettera a Babbo Natale nasce dalla suggestione di una poesia. «Babbo Natale venne giù dal camino con un tonfo. Era tutto vestito di pelliccia, da capo a piedi, tutto sporco di cenere e fuliggine con un gran sacco sulle spalle pieno di giocattoli: sembrava un venditore ambulante sul punto di mostrare la sua mercanzia!», recita la celebre The Night Before Christmas, pubblicata nel 1823 sul New York Sentinel, inizialmente anonima e poi attribuita da alcuni a Clement Clarke Moore (1779-1863) e da altri a Henry Livingston Jr. (1748-1828).36

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La maggior parte delle renne di Babbo Natale ha nomi maschili, come Blitzen, Comet e Cupid. Tuttavia, i maschi di renna perdono le corna intorno al Natale, quindi le renne che tirano la slitta di Babbo Natale probabilmente non sono maschi, ma femmine o maschi castrati.37

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Rudolph, “la renna più famosa di tutte”, fu il prodotto dell’immaginazione di Robert L. May nel 1939. Il copywriter scrisse una poesia sulle renne per attirare i clienti nel centro commerciale di Montgomery Ward.38

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Scienziati norvegesi hanno ipotizzato che il naso rosso di Rudolph sia probabilmente il risultato di un’infezione parassitaria del suo sistema respiratorio.39

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La parola Panettone deriverebbe da “Pan di Toni” ovvero un dolce inventato dall’aiuto cuoco della famiglia Sforza per rimediare ad un errore culinario dello chef di corte.40

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La leggenda del candy cane, il bastoncino di zucchero a strisce rosse e bianche, racconta che questo dolciume tipicamente natalizio è stato inventato a inizio Novecento da un pasticciere molto religioso. Il bastoncino vorrebbe omaggiare Gesù, di cui richiamerebbe l’iniziale (la J di Jesus) se si capovolge il bastone.41

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La parola presepe (o presepio) deriva dal latino praesaepe, e in origine si riferiva solo alla mangiatoia dove veniva deposto il bambin Gesù. Solo nei secoli successivi il termine presepe (o presepio) è finito per indicare l’intera rappresentazione della Natività.42

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Il primo presepe della storia risale al 1223. E’ stata realizzata da San Francesco, a Greccio, un borgo in provincia di Rieti.43

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Il presepio più antico conosciuto al mondo, si trova nella Basilica di Santo Stefano a Bologna ed è scolpito su tronchi di tiglio e olmo da un artista sconosciuto. Risale alla fine del 1200 e rimase a colorazione naturale fino al 1370, quando venne dipinto in stile gotico, a cura del pittore bolognese Simone dei Crocefissi.44

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Fino al XIV secolo l’annuncio della nascita di Gesù era stato fatto da una semplice stella fissa nel cielo: fu Giotto ad inserire nell’Adorazione, per la prima volta, una stella cometa.45

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