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47 Curiosità sui Lupi

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Il lupo è, tra tutte le specie selvatiche della famiglia dei Canidi (ordine Carnivora), l’animale di maggiori dimensioni. I suoi parenti più stretti sono il coyote, lo sciacallo, il dingo e il cane domestico.1

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Secondo Defenders of Wildlife, gli scienziati stimano che ci siano circa 200.000 lupi che vivono in tutto il mondo.2

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La popolazione odierna di lupi in Italia, si stima sia composta da un numero di individui che supera le 2.000 unità (contro i 1.600-1.900 stimati nel 2014), di cui oltre il 90% sugli Appennini e il resto sulle Alpi.3

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La gravidanza dei lupi dura in media 64 giorni.4

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Il lupo percepisce suoni fino a 40 kHz (l’uomo fino a 20 kHz).5

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Gli occhi di un cucciolo di lupo sono blu alla nascita. I loro occhi iniziano a diventare gradualmente gialli dalle 8-16 settimane.6

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L’angolo visuale dei lupi è di 250° (quello dell’uomo è di 180°).7

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Sembra che i lupi siano abbastanza miopi, essendo in grado di vedere chiaramente fino a una distanza massima poco superiore ai 20 metri.8

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I lupi vivono dai 5 ai 13 anni, fino a 17 per gli esemplari tenuti in cattività.9

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I lupi adulti grigi e rossi hanno 42 denti altamente specializzati.10

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Esistono due specie di lupo universalmente riconosciute nel mondo: il lupo grigio (Canis lupus) e il lupo rosso (Canis rufus). Altri due membri della famiglia canina sono considerati lupi da alcuni ricercatori e altre specie da altri.11

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I lupi alla nascita pesano solo mezzo chilo e sono ciechi, sordi e l’olfatto è quasi nullo. Le loro capacità motorie sono limitate a un lento gattonare e al succhiare e leccare.12

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Le madri lupo spingono i loro cuccioli a urinare e defecare leccando i loro addomi.13

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Un branco di lupi è un’unità familiare coesa composta dai genitori adulti e dalla loro prole dell’anno in corso e forse dell’anno precedente e talvolta di due anni o più.14

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I genitori del lupo erano indicati come il maschio alfa e la femmina alfa o la coppia alfa. Questi termini sono stati sostituiti da “maschio riproduttore”, “femmina riproduttrice” e “coppia riproduttiva” o semplicemente “genitori”. I genitori adulti di solito non sono imparentati e altri lupi non imparentati a volte possono unirsi al branco.15

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La dimensione del branco è molto variabile e fluida a causa della nascita dei cuccioli e della mortalità. Anche la disponibilità e le dimensioni delle prede sono fattori. Dove le prede sono più piccole, i branchi sono spesso piccoli. Dove la preda è grande, i branchi possono essere più grandi. Ad esempio, in Alaska e nel Canada nordoccidentale alcuni branchi avrebbero più di 20 membri. Un branco (Druid Peak) nel Parco Nazionale di Yellowstone è arrivato addirittura ad oltre 30 membri, ma questo è molto insolito e non necessariamente un vantaggio.16

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A differenza di altri animali, i lupi hanno una varietà di espressioni facciali che usano per comunicare e mantenere l’unità del branco.17

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I lupi in genere non sono pericolosi per le persone perché le evitano. Ma ci sono diversi casi documentati di lupi selvatici che attaccano persone.18

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I Vichinghi indossavano pelli di lupo e bevevano sangue di lupo per avere in battaglia lo spirito del lupo. Inoltre consideravano i lupi come veri compagni di battaglia.19

20

I primi disegni di lupi sono stati scoperti in Francia e risalgono a 19.000 anni fa.20

21

I lupi non possono essere “cani da guardia”, infatti hanno maggiori probabilità di scappare e nascondersi dai visitatori o da potenziali pericoli poiché hanno un’innata paura dell’ignoto. Non abbaiano se qualcuno si avvicina a loro e certamente non saluteranno gli ospiti.21

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il Lupus eritematoso sistemico (LES) è una malattia del tessuto connettivo. Il termine Lupus (lupo in latino) è stato attribuito da un medico italiano del XII secolo Rogerio Frugardi, in qunato la malattia si manifestava con lesioni facciali erosive che ricordavano il morso di un lupo.22

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I lupi corrono in punta di piedi, il che li aiuta a fermarsi e girarsi rapidamente. Inoltre questo rende le loro gambe più lunghe e agili in modo che possono correre con maggiore velocità e catturare le prede veloci.23

24

I lupi possono sentire fino a quasi dieci chilometri di distanza in una foresta e sedici chilometri nella tundra aperta.24

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Un tempo, escludendo la nostra specie, il lupo era il mammifero terrestre più diffuso al mondo.25

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I lupi hanno una forza nel morso di circa 150 chilogrammi per centimetro quadrato, quasi il doppio della pressione del morso del pastore tedesco. 26

27

Per garantire che i loro cuccioli siano i più forti e abbiano più probabilità di sopravvivere, in un branco solo il maschio e la femmina Alfa si accoppiano. Le altre femmine del branco hanno talmente paura della femmina Alfa che non vanno nemmeno in calore, e spesso si prendono cura della cucciolata.27

28

I maschi di rango inferiore non possono accoppiarsi con la femmina Alfa e le altre femmine non sono disponibili. Ciò provoca angoscia nei maschi e porta a una condizione chiamata “Castrazione psicologica”.28

29

I lupi ululano per più ragioni di quante ne sapremo mai, l’ululato è il modo più diretto per comunicare su lunghe distanze ed è particolarmente importante nelle aree in cui i territori dei lupi sono vasti. Un ululato può comunicare la posizione di un lupo, avvertimenti sui predatori e la posizione della preda.29

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Il mito che i lupi ululano alla luna piena potrebbe derivare dal fatto che in antichità si usciva più spesso quando c’era la luna piena, poiché offriva una maggiore illuminazione durante la navigazione al buio. Forse le persone erano semplicemente più “documentate” degli ululati del lupo nelle notti di luna piena.30

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Un lupo può correre fino a più di 50 km all’ora se necessario, ma solo per qualche minuto. Mentre a “passo di cane” a circa 8 km/h possono percorrere ininterrottamente lunghissime distanze.31

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I lupi possono nuotare anche per distanze di 13 chilometri, aiutati da piccole ragnatele tra le dita dei piedi.32

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Dove ci sono i lupi, ci sono spesso i corvi (a volte conosciuti come “uccelli-lupo”). I corvi spesso seguono i lupi per afferrare gli avanzi della caccia. Inoltre sembrano giocare con i lupi stuzzicandogli la coda per cercare di convincere i lupi ad inseguirli.33

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Il lupo era presenza fissa nel linguaggio, nell’immaginario e nella propaganda nazista. “Wolfsschanze”, la tana del lupo, era il rifugio di Hitler nella Prussia orientale; “Wolfsschlucht”, la gola del lupo, il nome di due dei suoi quartier generali durante la Seconda guerra mondiale, uno in Belgio, l’altro nel Nord della Francia. 34

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Ancora oggi, “lupo”in Germania è parola collegata indissolubilmente alla destra estremista.35

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Nel XVII secolo l’Irlanda era chiamata “Wolf-land” (terra dei lupi) perché erano presenti moltissimi lupi, tanto che la caccia al lupo divenne una pratica popolare tra la nobiltà.36

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Il dio greco Apollo è talvolta chiamato Apollo Lykios, il lupo-Apollo, ed era associato al vento e al sole. Ad Atene, la terra che circonda il tempio di Apollo divenne nota come Lyceum, o “pelle di lupo”.37

38

Nel 1927, un poliziotto francese fu processato per aver sparato a un ragazzo che credeva fosse un lupo mannaro. Nello stesso anno furono uccisi gli ultimi lupi selvatici in Francia.38

39

La leggenda narra che dopo l’uccisione della madre per non aver rispettato il voto di castità, Romolo e Remo furono abbandonati nel fiume Tevere e affidati alla corrente. La cesta nella quale furono abbandonati si fermò in una grotta collocata alla base del colle Palatino, detta “Lupercale” perché sacra a Marte e a Fauno Luperco. Una lupa, scesa dai monti al fiume per abbeverarsi, fu attirata dai vagiti dei due bambini, li raggiunse e si mise ad allattarli.39

40

I Lupercàli (in latino: Lupercalia) erano una festività romana che si celebrava nei giorni nefasti di febbraio, mese purificatorio (dal 13 fino al 15 febbraio), in onore del dio Fauno nella sua accezione di Luperco (in latino Lupercus), cioè protettore del bestiame ovino e caprino dall’attacco dei lupi. I Lupercalia venivano celebrati nella grotta chiamata appunto Lupercale, sul colle romano del Palatino dove, secondo la leggenda, i fondatori di Roma, Romolo e Remo, sarebbero cresciuti allattati da una lupa. La festività si svolgeva a metà febbraio, con il suo culmine il 15 febbraio, perché questo mese era il culmine del periodo invernale nel quale i lupi, affamati, si avvicinavano agli ovili minacciando le greggi.40

41

Durante il Medioevo, gli europei usavano il fegato di lupo in polvere per alleviare il dolore del parto e legavano la zampa anteriore destra di un lupo attorno a un gola infiammata per ridurre il gonfiore.41

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I greci credevano che se si mangiava carne di un agnello ucciso da un lupo, si correva un alto rischio di diventare un vampiro.42

43

I processi per accusa di essere un lupo mannaro portarono a centinaia di esecuzioni durante il XVII secolo. Uomini, donne e bambini, molti dei quali portatori di handicap fisici e mentali, furono brutalmente uccisi.43

44

Nel 813, Carlo Magno fondò in Francia la Louveterie, una forza speciale di cacciatori di lupi. La Louveterie esiste ancora oggi ma è ora responsabile del monitoraggio e del mantenimento dell’equilibrio della fauna selvatica.44

45

La parola giapponese per lupo, ōkami (狼), è foneticamente identica al nome di “grande dio” o “grande dea”, ōkami (大 神).45

46

Recenti statistiche della CITES indicano che 6.000-7.000 pelli di lupo vengono commercializzate a livello internazionale ogni anno, con Canada, ex Unione Sovietica, Mongolia e Cina come maggiori esportatori, e Stati Uniti e Gran Bretagna come maggiori importatori.46

47

Vi sono davvero molte interpertazioni del termine “in bocca al lupo”. Che esso sia usato in senso scaramantico per dire “buona fortuna” è ben noto ma le sue origini sono più incerte. Una prima interpretazione vuole che la frase derivi dal linguaggio di pastori e allevatori per i quali il lupo era temuto più di tutti gli altri animali a causa della sua voracità per il bestiame del quale essi si occupavano. Un’altra spiegazione, invece, deriva dai cacciatori che sopprimevano i lupi poiché ritenuti pericolosi per gli umani. In questo caso dire “in bocca al lupo” significava augurare “buona caccia”. Sempre riguardante la caccia sarebbe la spiegazione dell’espressione secondo la quale chi andava a cacciare il lupo doveva avvicinarsi e quindi metaforicamente “mettersi nella bocca del lupo”. A questo augurio avrebbe senso rispondere “crepi il lupo” poiché per affrontarlo ci voleva molto coraggio e fortuna.47

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