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30 Curiosità sul Miele

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Il miele viene prodotto dalle api attraverso un laborioso processo di trasformazione delle sue fonti di nutrimento: il nettare e la melata, delle secrezioni zuccherine prodotte da particolari piante e fiori.1

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La raccolta del nettare o della melata è affidata alle api bottinatrci, così chiamate per via del prezioso “bottino” che recuperano. Le api bottinatrici sono operaie, quindi tutte api femmine, che escono dall’alveare alla ricerca di nettare. Le bottinatrici possono volare fino ad oltre 3km dall’alveare, se necessario.2

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Le bottinatrici si servono della loro proboscide, composta da ligula e organi ad essa collegati, e dei muscoli faringei per risucchiare letteralmente il nettare (o melata) dal fiore. Questo viene raccolto nella borsa melaria e quando si riempie, contenendo circa 40mg, l’ape fa ritorno all’alveare.3

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Non è corretto affermare (come fanno alcuni) che il miele sia vomito d’ape, in quanto il miele che viene passato da un’ape all’altra staziona in una sacca chiamata borsa melaria che non è lo stomaco dell’ape e non è nemmeno l’equivalente del nostro stomaco (se proprio vogliamo paragonare la nostra fisiologia a quella delle api).4

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La borsa melaria serve proprio a favorire lo scambio di miele da un’ape all’altra attraverso un fenomeno altamente sociale chiamato trofallassi.5

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È stato calcolato che per trasportare un solo litro di nettare le api devono compiere circa 25.000 viaggi!6

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All’interno della borsa melaria inizia la prima fase di trasformazione in miele. Vengono infatti aggiunti diversi enzimi che provengono direttamente dall’apparato digerente dell’ape. Giunta all’interno dell’alveare, la bottinatrice consegna il nettare raccolto ad altre api, che procedono con la lavorazione, aggiungendo altri enzimi.7

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Dopo varie elaborazioni, il futuro miele viene deposto nelle apposite cellette, dove è sottoposto a un altro processo di concentrazione. Le api, infatti, attraverso la ventilazione, fanno evaporare l’acqua contenuta al suo interno, fino a raggiungere un livello di umidità del 17-18% circa. 8

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Grazie al basso contenuto d’acqua, all’alto contenuto di zuccheri e ad un ph medio di 4, il miele non ha una data di scadenza.9

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L’ape non nasce sapendo fare il miele; le api più giovani vengono istruite da quelle più esperte.10

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Un’ape visita tra 50 e 100 fiori durante un volo di raccolta dall’alveare.11

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Un’ape operaia media produce solo circa 1/12 di cucchiaino di miele nel corso della sua vita.12

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Due cucchiai di miele sarebbero sufficienti per alimentare l’intero volo di un’ape intorno al mondo. 13

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Gli indicatori golanera sono piccoli volatili africani che guidano l’uomo (e altri animali) verso gli alveari, per mangiarne cera e larve che da solo non potrebbe procurarsi, e lasciare il miele al compagno di avventura.14

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Il più antico campione di miele conosciuto è stato trovato in una tomba dell’antico Egitto e risale a circa 3000 anni fa. Al suo ritrovamento era ancora perfettamente (presumibilmente) commestibile.15

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Un alveare può produrre potenzialmente fino 45 chilogrammi di miele all’anno. Ci sono diversi fattori che determinano la quantità di miele prodotta da un alveare ogni anno come le condizioni meteo, la posizione dell’alveare, malattie e parassiti e perfino il furto del miele da parte di altre colonie d’api.16

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Le api lavorano duramente tutta l’estate per assicurarsi di avere abbastanza miele per sostenere l’alveare durante l’inverno. Durante i mesi più freddi, le api occupano il loro tempo raggruppandosi intorno alla regina formando il glomere per riempire l’alveare di calore. Quindi il miele è la perfetta dieta ad alto contenuto energetico.17

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Ciò che fa l’apicoltore è fornire alle api una casa ed aiutarle in caso di bisogno, prendendo in cambio parte del miele in eccesso. L’apicoltore lascia alle api una quantità più che sufficiente di miele nella parte più bassa dell’arnia (il cosiddetto NIDO). Il surplus di miele che viene immagazzinato dalle api nei MELARI è quello che l’apicoltore preleva per autoconsumo o per produrre reddito.18

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Il miele è ricco di fattori nutrizionali ad azione antibatterica, antinfiammatoria, decongestionante e colagoga e può fornire diversi benefici a molti organi e tessuti dell’organismo come muscoli, cuore, fegato, apparato digerente, reni, sangue e ossa.19

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Il miele contiente la pinocembrina, un flavonoide con potenti capacità antiossidanti e neuroprotettive.20

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Ad oggi esistono più di 300 tipi di miele.21

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Il “miele pazzo” scuro, rossastro, noto come “deli bal” in Turchia, contiene un ingrediente del nettare di rododendro chiamato graianotossina, una neurotossina naturale che, anche in piccole quantità, provoca stordimento e talvolta allucinazioni.22

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Ci sono circa 20.000 specie di api, ma solo sette producono miele.23

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Un’antica pittura rupestre è stata scoperta nella “Cueva de la Araña” a Valencia, in Spagna, che raffigura una figura umana che rimuove il miele da un alveare, e potrebbe risalire a ben 15.000 anni fa. 24

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La produzione di miele globale è in costante crescita, in 10 anni l’incremento è stato del 23%25

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La produzione di miele è concentrata prevalentemente in tre continenti: l’Asia, che da sola pesa per il 49% (con il ruolo guida della Cina), seguono l’Europa con il 21% e le Americhe con il 18% (Fonte FAO).26

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La Cina è al primo posto tra i paesi produttori di miele, con un volume di produzione superiore a 500 mila tonnellate di miele all’anno e una quota del 29% della produzione mondiale27

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L’Italia è il quarto paese dell’Unione Europea per numero di alveari (1,4 milioni), dopo Spagna (2,9 milioni di alveari), Romania e Polonia (rispettivamente 1,8 e 1,6 milioni di alveari).28

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A livello geografico la produzione di miele è diffusa in tutte le regioni italiane. La regione più produttiva è il Piemonte, con oltre 5 mila tonnellate stimate nel 2018, seguita da Toscana con oltre 3 mila tonnellate e da Emilia Romagna con oltre 2 mila tonnellate.29

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Le origini del termine “Luna di miele” risalgono al V secolo, quando il calendario era composto da cicli lunari. A quei tempi, una coppia appena sposata beveva idromele durante la loro prima luna di matrimonio. L’idromele è una bevanda alcolica prodotta dalla fermentazione del miele che si ritiene abbia proprietà afrodisiache.30

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